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Itinerari fiorentini – in bicicletta intorno a Firenze

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In bici sulla neve

Autore: admin

Era tanto che non scrivevo sul Blog, ma questa è un’occasione succulenta. Sono stato con gli altri del gruppetto a fare una breve escursione nei boschi di Vincigliata innevati. Non avevo mai girato sulla neve e l’esperienza è stata splendida. In salita le ruote tenevano benissimo e non si slittava forse per la consistenza ottimale della neve; in discesa il rischio di slittare c’era ma per le velocità che tenevamo, era difficile perdere il controllo. I freni a disco aiutavano tantissimo perchè rimanevano efficienti.

Ci siamo divertiti come bambini; erano anni che non andavo in un bosco con la neve ed è stato bellissimo. Quelle poche ore in compagnia dei miei quattro “colleghi di MTB” presenti quella mattina, rimarranno tra i miei ricordi più piacevoli. E dire che al risveglio ero dubbioso, forse un po’ intimorito dal freddo e dalla prudenza. “Ma che vado a fare… con la neve non si pedalerà mica! E si rischia di cadere!” Poi il buon Masti mi ha convinto con un paio di messaggi… a dire il vero non ci è voluto tanto! :-) Vinti i dubbi e le perplessità mi sono vestito in un lampo, anche perchè nonstante tutto avevo già preparato l’abbigliamento idoneo la sera prima. Alla prima salita, dopo ponte a Mensola tutti i dubbi si sono sciolti… come neve al sole! :-) Il bambino che c’è in me ha preso il sopravvento e da lì in poi è stato tutto gioco, governato da un po’ di buon senso, ma gioco. Bello.

Un po’ di foto fatte da altri…

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Un breve video girato con la videocamerina montata sul manubrio. Qualità scarsa e immagini un po’ ballerine ma rende bene la situazione…

dicembre 21st, 2009  |  Pubblicato in Ciclo-blog, Senza categoria  |  Nessun Commento »

“MORELLATA” D’AUTUNNO: Monte Morello – Resoconto fotografico…

Autore: admin

S’era un bel gruppetto domenica mattina. Io Barney e un gruppetto di quelli di FIB.
Il Morello ci attendeva. Dopo aver attraversato mezza città, finamente si arriva a Sommaia e siamo immersi in un ambiente molto più gradevole…

Inizia la sterrata che ci offre un primo assaggio di salita; ma la si affronta in tutta calma…

Intanto i più veloci aspettano alla fine delle prime rampe, dove si devia per la famosa Fonte del Ciliegio…

Si incomincia a salire per la sterrata che piano piano diventa più sassosa e impegnativa…

…Intanto il sottoscritto si bea di una pausa…

La sterrata è in salita costante ma il fondo è secco e pieno di sassi; la giornata è splendida e la fatica quasi non si sente…

Nei tratti dove si tira il respiro, è possibile godere dei regali dell’autunno…

…e si continua a pedalare immersi nella natura…

…Alla fonte del Ciliegio si fa una pausa….

…in attesa di qualche ritardatario…

…dopo la pausa si scende, e qualcuno può divertirsi su un breve pezzo più tecnico…

Si riprende l’asfalto in direzione della Fonte dei Seppi; con qualche pausa…

…ma presto si arriva nei pressi della fonte dei Seppi; Alberto, il fratello di Claudiocecco, è con noi e qui lo si può vedere sulla bici che tante volte mi è stata accanto nei giretti che si facevano con Claudio; un pensiero va anche a lui; da queste altezze, anche se modeste, probabilmente gli arriverà prima…

…Biker e natura…

Dalla Fonte dei Seppi di sale per andare a prendere la sterrata per Ceppeto; la giornata è splendida e il cielo è davvero blu…

Bikers in attesa; i colori dell’autunno esplodono…

…Gruppetto delle bike “rosse”….

Si va verso Ceppeto… c’è gente che si è fatta tutto il giro con delle citybike…

….a Ceppeto….

…Il rientro da Cercina… paesaggi d’Autunno(il mio cognome…)

…Rientro…

Fine…

PER TUTTE LE FOTO, CLICCA QUI

novembre 2nd, 2009  |  Pubblicato in Ciclo-blog  |  Nessun Commento »

ITINERARIO 9: “Il giro dei panorami”

Autore: admin

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(Foto di P. Mazzinghi)

Premessa:

Questo itinerario l’ho percorso questa domenica(18 ottobre 2009) guidando un gruppetto di soci dell’associazione Firenze in bici onlus, alla quale sono iscritto. 
L’itinerario ha una forma di 8 ed è estremamente piacevole dal punto di vista dei panorami; l’ho chiamato appunto, “il giro dei panorami” perchè si aprono viste splendide in tutti i tratti che si percorrono. Oltretutto la stragrande maggioranza del giro si sviluppa su stradine secondarie o su carrarecce e strade di campagna dove è davvero raro l’incontro con veicoli a motore.
I fondi che si incontrano sono l’asfalto e lo sterrato battuto: la bici consigliata è la mountain bike magari con gomme poco artigliate per faticare meno o, al contrario, una ibrida che consenta di viaggiare sicuri anche sui tratti sterrati, quindi con gomme che abbiano un minimo di tassellatura. 
Non ci sono punti difficili a livello tecnico tranne un paio di tratti brevissimi e più sconnessi, facilmente affrontabili da una mtb guidata con un minimo di esperienza, dove con una ibrida tocca mettere piede a terra; ma si tratta davvero di piccoli tratti. 
Il chilometraggio e il dislivello sono quelli di un giro di media difficoltà, 50 km circa, per poco più di 700 mt di dislivello, quindi affrontabili da chiunque abbia un minimo di allenamento. Alcune salite sono parecchio pendenti ma anche molto brevi; solo il tratto prima su sterrato e poi su asfalto che precede l’arrivo ad Impruneta è piuttosto impegnativo perchè più lungo; ma con pazienza si porta a termine senza grossi problemi se non si è abituati ad utilizzare la bici solo per andare a fare la spesa. :-)

Dati sul percorso:
Tappe principali: Firenze - Ponte a Niccheri – Croce a Balatro - Lappeggi – Capannuccia – Castel Ruggero – Santa Cristina – Impruneta – San Gersolè – Vacciano – Grassina - Ponte a Ema – Via del Carota – Bagno a Ripoli – Firenze
Distanza totale: km 51,00;
Dislivello:  780 mt;
Pendenza max. : 19,00 %;
Fondo: Asfalto, sterrato battuto;
Difficoltà: il fondo non presenta particolari problemi a parte pochissimi e brevissimi tratti più dissestati(roba di poco conto); il dislivello e il chilometraggio sono di media difficoltà.
Periodo di percorrenza: sempre. Il tratto sterrato non crea particolari problemi.
Bici consigliata: Mtb, o, in alternativa Ibrida con gomme che permettano di andare anche su sterrato. 
Traccia Gps: FIB-Ruggero-Impruneta (File per Garmin) ; 1255963000-17187-88.56.218.57 (File per Google-Earth).

Il percorso: Il giro parte da Piazza Ferrucci; si va verso Badia a Ripoli per poi prendere la Chiantigiana fino a Ponte a Ema dove si attraversa il paese per procedere fino a Ponte a Niccheri. Qui si devia dalla strada principale prendendo via di Belmonte che dopo poco sale prima ripida e poi più dolcemente mostrando subito i primi bei panorami della campagna circostante. Via di Belmonte porta ad un incrocio, Croce a Balatro, dove dopo lo stop si prosegue dritto per 100 mt. fino ad un bivio dove si prende la via più a sinistra che dopo pochissimo diventa sterrata. La carrareccia incontra presto un’altra carrareccia; qui si devia verso destra, si passa vicino ad una casetta e si prosegue dritto fino ad incrociare una strada asfaltata dove si gira a sinistra. Dopo circa 250 mt. si procede dritto lasciando l’asfalto per una stradina che diventa sterrata e sale per un tratto un po’ sconnesso ma breve. Anche qui, superata la salitella, vale la pena di guardarsi intorno per godere dei panorami. Si procede in piano per circa 500 mt. attraverso una meravigliosa strada bianca che passa accanto ad una fattoria e poi si comincia a scendere verso Capannuccia aggirando la villa di Mondeggi. La discesa in un paio di tratti brevi è un po’ dissestata e difficilmente si farà in sella se si hanno gomme lisce o una bici ibrida; ma si tratta di un breve sacrificio comunque ripagato dal bel paesaggio. Finita la sterrata si sbuca sulla strada asfaltata che proviene da Grassina, proprio in corrispondenza di Capannuccia. Sull’asfalto si gira verso destra e poi, in corrispondenza di una fontanella, subito a sinistra in direzione di Castel Ruggero. Si procede per circa 2,5 km sull’asfalto, prima in pianura poi in salita, fino ad arrivare sul crinale da cui si aprono viste ampie verso il Poggio di Firenze a Est, con il Lago di castel Ruggero più in basso, e verso la valle che ci separa da Impruneta a Ovest. Gustati i panorami si può prendere la sterrata che parte sulla destra, in discesa, che porta l’indicazione dell’Anello del Rinascimento/Impruneta.
La sterrata è gradevole, mai tecnica; bisogna solo stare attenti a non slittare sul ghiaino visto che è in discesa. Alle nostre spalle, se ci giriamo, vediamo Castel Ruggero, ex fortificazione militare che venne trasformata in villa nel 1400. In fondo alla discesa si passa attraverso un gruppetto di costruzioni(Molino di Noino), si attraversa un ponticino e poi si comincia a salire per quella che è la salita più impegnativa del giro; sono circa 2,5 km di sterrata/cementata a tratti molto ripida, che arriva fino a Solaia, sulla strada che porta da Grassina a Greve in Chianti. All’incrocio si prende a sinistra e dopo circa 400 mt. a destra in direzione Impruneta. Sono circa 4 km con un tratto di salita abbastanza impegnativo prima di guadagnarsi l’arrivo nella piazzetta di Impruneta e, come noi, magari un bel panino, un bombolone e un sorso di grappa tirata fuori a sorpresa dallo zaino di uno del gruppetto… :-) . Dopo il ristoro che nel caso nostro era un pranzo vista l’ora, Si riprende a pedalare uscendo da Impruneta e seguendo la direzione di Pozzolatico. Siamo sulla via Imprunetana per Pozzolatico, anch’essa molto panoramica in vari tratti. La lasciamo quando si incontra l’indicazione per San Gersolè, non dopo aver ammirato una vista mozzafiato di Firenze. Anche da San Gersolè ci sono diverse viste da cartolina; attraversiamo il borgo e procediamo in discesa per meno di un chilometro fino ad un bivio che prendiamo verso sinistra(via  Poggiosecco). Questa è l’ennesima stradina poco usata, stretta, adorabile, panoramica, senza traffico, di quelle che piacciono a me, insomma. Si procede per circa 3 km fino ad un bivio dove è presente una indicazione per la fonte della Fata Morgana. Lì si procede in salita, con due tornanti ripidi per attraversare Vacciano e poi scendere fino a Grassina. Di lì il percorso procede fino a Ponte a Ema deviando sulla bellissima via del Carota(di cui ho parlato nell’Itinerario 6) per poi rientrare a Firenze passando da Bagno a Ripoli.

Note finali: Questo giro è fattibile in una mattinata ma se lo si vuole gustare davvero è molto meglio prevedere un pranzo al sacco, molte pause e una buona compagnia. Se poi c’è anche qualcuno che, a sorpresa, ad un certo punto tira fuori  una boccettina di Grappa e una scatola di Ricchiarelli, meglio ancora! ;-)

ottobre 19th, 2009  |  Pubblicato in Ciclo-blog, Itinerari  |  Nessun Commento »

ITINERARIO 8: giretto “del pupo dormiente”.

Autore: admin

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Via del Carota

Sabato e domenica sono stato costretto a modificare un po’ i miei programmi. Un infortunio al braccio, capitato ad Elisabetta mi ha impedito di programmare il classico giro mattutino del sabato e/o della domenica per non lasciarla sola col bambino a cui badare; con un braccio diventa difficile star dietro a Filippo. Per ovviare a questo inconveniente sono uscito sia sabato che domenica subito dopo pranzo, appunto nelle due orette del “pupo dormiente”(cioè quando Filippo dorme…), mantenendomi vicino a casa per qualunque evenienza. Il giretto di domenica è stato molto “urbano” ed evito di descriverlo perchè passa per percorsi conosciutissimi. Quello di sabato lo ripropongo perchè è un percorsino tranquillo e gradevole, fattibilissimo in qualunque periodo dell’anno quando si ha poco tempo a disposizione.

Dati sul percorso:

Tappe principali: Firenze – Cascine del Riccio – Ponte a Ema – Paterno – Vicchio di Rimaggio – Candeli – Firenze
Distanza totale: 30 km. circa;
Dislivello: non calcolato ma scarso;
Pendenza max. : non calcolata;
Fondo: Asfalto, sterrato carrabile;
Difficoltà: facile con tre strappetti superabili a piedi per chi non ha molto allenamento;
Periodo di percorrenza: sempre. I tratti sterrati non creano particolari problemi nei periodi umidi.
Bici consigliata: Mtb, ibrida, city bike in buone condizioni.

Il percorso:

Sono partito con la MTB anche per provare la nuova gomma posteriore. Da casa ho raggiunto velocemente piazza Ferrucci per poi proseguire verso piazza Gavinana. Prima di arrivarci ho deviato su via di Ripoli e, appena prima della chiesa di Piazza Della Costa ho preso la via del Larione che parte sulla destra. All’incorcio successivo ho deviato a sinistra, su via Benedetto Fortini ed ho proseguito in ripida salita fino al colle dei Moccoli deviando successivamente su via delle Cinque vie; qui si respira un po’, dopo lo strappo precedente e si prosegue continuando sulla via principale fino ad arrivare a Cascine del Riccio. In realtà c’è anche la via sterrata che è descritta all’inizio dell’ itinerario 6 e che è una possibile variante. Arrivato a Cascine del riccio, va superato il ponticello(via di Ponte Jozzi) per girare immediatamente dopo sulla sinistra verso via di Poggio Secco. Qui si supera una galleria brevissima e, subito dopo, parte una sterrata sulla sinistra(che mi ero ripromesso di provare proprio nella descrizione dell’itinerario 6… guarda un po’! :-) ). La sterrata non è lunga ma all’inizio è in salita, comunque pedalabilissima. Sul fondo secco e ghiaioso di questa salita  ho potuto testare il grip delle mia nuova gomma posteriore, decisamente ottimo(addirittura troppo su asfalto dove “incolla” la gomma a terra facendomi un po’ penare sulle salite). La salita è di circa 600 mt. e prosegue senza possibilità di sbagliare fino a sbucare su asfalto, con la chiesa di San giusto a Ema immediatamente sulla destra. Di qui ho preso a sinistra, in direzione di Vacciano ed ho proseguito sull’asfalto fino ad incontrare una bivio; a destra, in salita, si va verso la Fonte della fata Morgana ( la direzione presa nell’itinerario 6) ma io ho scelto la via di sinistra che dopo una curva, un rettilineo ed un paio di tornanti atterra nei pressi di Ponte a Ema. Si supera una galleria su cui passa l’A1 e si gira subito a destra e, allincrocio si prende la direzione Ponte a Ema fino ad entrare nel paesino che ospita il museo dedicato a “Ginettaccio” Bartali. Di qui ho proseguito in direzione di ponte a Niccheri passando nuovamente sotto l’A1 per due volte e girando intorno alla rotonda per tornare verso San Piero a Ema in direzione della Croce del Carota. Da questo punto in poi si ripercorre l’itinerario 6 così com’è fino a Vicchio di Rimaggio da dove si devia subito prima della chiesetta sulla sterrata che porta a Villa La Tana seguendo la parte terminale dell’itineraio 3 (villa la Tana, Candeli, Villa Cedri, Molino Guasti, Parco dell’Albereta).

ottobre 6th, 2009  |  Pubblicato in Ciclo-blog, Itinerari  |  Nessun Commento »

Bici e sicurezza.

Autore: admin

filippo_cascoHo partecipato a tante discussioni sulla sicurezza dei ciclisti. Ho ascoltato e letto opinioni contrastanti, statistiche più o meno assurde, posizioni corporativistiche che accettano il danno collaterale di una testa spaccata piuttosto che la diminuizione del numero di ciclisti in seguito all’obbligo del caschetto, variopinte dissertazioni su quanto siano utili le lucette e i catarifrangenti al buio e varie ed eventuali teorie su cosa sia meglio per salvare la pelle quando si va in bici nel traffico; poi fiumi di parole sulla stesura di opuscoletti, promemoria e manuali di sopravvivenza del ciclista e varie ed eventuali dissertazioni di “esperti” svizzeri, americani, francesi e italiani, tanto si raccatta tutto pur di dar forza alle proprie idee. 
Dopo tanto ascoltare, controbattere, incazzarsi, ragionare, le mie conclusioni sono state illuminanti(per me) e preziosissime per evitare ulteriori perdite di tempo. Le mie conclusioni sul tema sicurezza in bici sono solennemente raccolte in queste quattro elementari parole: sono-tutte-chiacchiere-inutili.
Perchè? Perchè esiste un Codice della strada che definisce chiaramente delle regole e queste regole servono anche e soprattutto alla sicurezza; nel Codice della strada tutto è regolato per filo e per segno anche per il “velocipede”, cioè la bicicletta, quindi l’unica regola da seguire è attenersi alle regole. Chi non lo fa rischia sia una multa, sia un incidente. Punto e basta.
Il resto sono solo chiacchiere per far prendere aria alla bocca o per difendere l’orticello di associazioni o federazioni che a volte sembrano più preoccupate della loro bandiera che della gente che dovrebbero rappresentare.
Il casco? Non è contemplato nel Codice della strada ma comunque chi vuole può ragionare con un semplice sillogismo di livello davvero elementare(non mi permetterei mai di scrivere cose troppo difficili… :-) ):
- Il casco è una barriera che si frappone tra la testa e una eventuale superficie di impatto; (premessa maggiore)
- Una testa senza casco batterà direttamente contro la superficie di impatto; (premessa minore)
- A parità di impatto la testa con il casco subirà di certo meno danni di una testa senza casco. (conclusione)
Quindi, lasciando da parte tutte le chiacchiere inutili e le “statistiche tele-comandate”, chi vuole mettere il casco seguendo questo semplicissimo ragionamento logico, lo faccia(io lo metto sempre e lo faccio indossare anche a mio figlio di 2 anni(in foto); chi non vuole metterlo inoltrandosi nei meandri oscuri della scienza teorico-statistica scritta a tavolino oppure per un puro gusto della scommessa, faccia pure. La testa è sua…  ;-)

ottobre 2nd, 2009  |  Pubblicato in Ciclo-blog  |  Nessun Commento »

ITINERARIO 7: Tra Rimaggio, le case Torri e la Cassia Adrianea

Autore: admin

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Questo fine settimana il giretto l’ho fatto in compagnia di Paolo di FIB. Lui non conosce molto la zona Sud-Est di Firenze così, avendo poco tempo ho scelto un itinerario da quelle parti, non lungo né tecnico ma divertente e vario, che passa da strade bianche, tratti di asfalto e un bellissimo sentiero a tratti lastricato che è riconducibile, secondo alcune fonti, all’antica Cassia Adrianea, via Romana che collegava Arezzo a Firenze.

Dati sul percorso

Tappe principali: Firenze – Bagno a Ripoli – Rimaggio – Rimaggino – Croce dei Frati – Poggio Crociferro – Bigallo/Paterno – Vicchio di Rimaggio – Candeli – Firenze
Distanza totale: km 29,28;
Dislivello complessivo:  485 mt;
Pendenza max. in salita : 17,00 %;
Fondo: Asfalto, strada bianca, mulattiera, sentiero, sentiero lastricato;
Difficoltà: alcuni tratti di sentieri sassoso, qualche tratto più dissestato e un tratto di discesa in parte lastricato, alcuni strappi molto ripidi ma brevi, i primi 13 chilometri del giro sono quasi tutti in salita. Dopo Casa Terigi c’è un tratto di mulattiera che passa in un bosco fitto sopra un ponte senza parapetto dove bisogna prestare attenzione.
Periodo di percorrenza: quasi sempre con un po’ di attenzione nei periodi più umidi in cui alcuni tratti di sentiero possono risultare particolarmente viscidi a causa dei sassi e della parte lastricata.
Bici consigliata: Mtb.
Traccia Gps: Rimaggio_frati_bigallo

Il percorso:

Da ponte da Verrazzano a Firenze, si raggiunge Bagno a Ripoli e dalla piazza si prende per Candeli e si devia dopo 300 mt. a destra verso la chiesa di Santa Maria a Quarto(Foto 1). Dopo 250 mt. circa si devia a sinistra per raggiungere le prime case di Rimaggio. Qui dopo una curva ampia a sinistra in discesa, in corrispondenza di un’edicola si prende a destra. C’è una leggera salita fino ad un bivio da cui parte verso destra una sterrata che porta a Rimaggino(Foto 2). Si supera questa caratteristica frazione e si prende una via molto ripida che porta, dopo circa 200 mt., ad un altro bivio. Qui si svolta a sinistra e si prosegue fino a Casa Terigi dove è possibile vedere una delle tante case torri di questa zona. Superata la casa si prende in salita lo strappo a destra dopo una sbarra, che entra nel bosco; la strada fino ad ora sterrata diventa mulattiera dissestata con sassi e radici. Si procede seguendo la traccia(presenza di radici esposte e sassi) ed evitando la deviazione in salita verso sinistra, fino ad attraversare un ponte nascosto dalla vegetazione posto in curva nel fitto del bosco(Foto 3). Il posto è suggestivo ma in alcuni punti bisogna stare attenti a non sbilanciarsi verso il fosso perché il sentiero, pur essendo piuttosto largo, presenta un fondo irregolare. Dopo poche decine di metri il bosco si apre e il sentiero diventa di nuovo una agevole sterrata che man mano diventa sempre più larga e battuta con belle visuali su Firenze(Foto 3) fino ad incrociare una via asfaltata. Si prende questa strada subito ripida; procedendo più o meno sempre in salita per circa 2,5 km, si supera la chiesa di Santa Lucia a Terzano e si continua fino prendere una stradina che parte verso destra in corrispondenza di una casa, a circa 11 km e mezzo dalla partenza. Questa strada è sterrata e arriva a Croce dei Frati, punto in cui si incrociano diverse vie sterrate tra i quali quella che sale all’Incontro. Noi procederemo prendendo, la carrareccia piuttosto larga in leggera salita che parte verso Sud. La carrareccia dopo un chilometro, al culmine della salita incocia una strada asfaltata. Noi proseguiremo in discesa verso ovest per altri 500 metri, ignorando le due deviazioni verso sinistra fino ad arrivare su una sterrata in prossimità di una casa(Bencistà). Qui la sterrata si restringe e 100 mt. dopo la casa si biforca; va presa la traccia a sinistra che è un sentiero segnato nel bosco molto bello che presenta alcuni tratti lastricati che sono riconducibili all’antica Cassia Adrianea. Il sentiero termina circa 2 km. dopo, su una sterrata più larga fino ad incontrare una casa sulla destra e un bivio; si prende in discesa la sterrata verso Nord-Est(destra) e dopo circa 350 mt. si incrocia nuovamente la strada asfaltata percorsa precedentemente per arrivare a Croce dei Frati sotto l’Incontro. Si prende a sinistra, in discesa per circa un chilometro, fino a trovare una deviazione sterrata sulla destra immediatamente prima della chiesa di Paterno(Foto 5). La sterrata (Foto 6)dopo un altro chilometro ci porterà di nuovo nei pressi di Casa Terigi. Di qui si prende a sinistra in discesa e al bivio successivo in salita a destra per superare villa Casoli ed arrivare fino a Vicchio di Rimaggio mantenendosi sempre sulla via principale. Praticamente il rientro è lo stesso dell’Itinerario n° 3, già descritto in queste pagine, che ci porterà in breve al parco dell’Albereta e quindi a Ponte da Verrazzano, il punto di partenza.

settembre 15th, 2009  |  Pubblicato in Ciclo-blog, Itinerari  |  Nessun Commento »

ITINERARIO 6 – Giro delle colline a Sud(corto)

Autore: admin

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(Vai alle altre foto del giro)

Sabato avevo poco tempo e l’ho dedicato ad un giretto sulle colline a Sud di Firenze, nell’area che partendo dalle Cascine del Riccio attraversa il territorio intorno a Grassina e Antella.
Sono partito presto; intorno alle 7:40 ero già in sulla Mountain Bike e l’idea era quella di ridurre un giro più ampio che ho fatto di recente, non ancora descritto su queste pagine.

Dati sul percorso:

Tappe principali: Firenze – Cascine del Riccio – Vacciano – Grassina – La Torre – Croce a Balatro – Ponte a Niccheri – Bagno a Ripoli – Rimaggino - Candeli – Firenze
Distanza totale: km 29,28;
Dislivello:  424 mt;
Pendenza max. : 16,30 %;
Fondo: Asfalto, strada bianca;
Difficoltà: il fondo non presenta problemi; il dislivello e il chilometraggio sono relativamente bassi mentre qualche problema può presentarsi su alcuni strappi ripidi e per il fatto che l’intero giro ha un andamento a saliscendi;
Periodo di percorrenza: sempre. Il tratto sterrato non crea particolari problemi; c’è da prestare un po’ più di attenzione in alcune discese ripide che in caso di pioggia possono risultare viscide.
Bici consigliata: Mtb, Ibrida, City Bike; anche Bici da Corsa(se si hanno le gambe per superare alcuni strappi e buone gomme per passare indenni il tratto sterrato e qualche pezzo d’asfalto un po’ rovinato).
Traccia Gps: Colline_Sud_corto

Il percorso:

Raggiunto il punto di partenza del giro, Piazza Ravenna, ho imboccato da Piazza Della Costa la via del Larione e poi via Fortini deviando quindi su via delle Cinque Vie che porta a Cascine del Riccio. A circa 700 mt. dall’inizio di via delle cinque vie, sulla destra parte una sterrata bianca che superando un ponticello va in direzione di una casa ma subito prima dell’edificio gira verso destra; ho imboccato questa facile sterrata(Foto 1) che, se percorsa senza deviazioni dalla traccia principale, porta fino a via di Poggio Secco subito dopo Cascine del Riccio e subito prima di un sottopassaggio dell’autostrada A1. Superato il sottopassaggio ho ignorato una sterrata sulla sinistra(che comunque prima o poi proverò) e ho continuato a pedalare su asfalto, in ripida salita, fino a incrociare via di Poggio Secco, una strada molto bella, dove la campagna circostante inzia a meritare qualche sosta per fotografie o semplicemente per godere delle belle viste. All’incorcio con Via di Poggio Secco ho proseguito su quest’ultima verso sinistra, in direzione Vacciano, passando davanti alla chiesetta di San giusto a Ema(foto 2).
Dopo uno sguardo alla chiesetta che all’interno cela un antico organo, la via continua traquillamente per circa un chilometro fino ad un bivio dove si sceglierà la via che sale ripida verso destra(seguendo l’indicazione “Fonte della Fata Morgana”). Dopo il primo strappo si apre sulla sinistra una curiosa vista su Firenze Sud, dove oltre agli splendidi colli che ospitano la chiesa di Santa Margherita a’ Montici e Pian’ Dei Giullari, inevitabilmente si noterà la ingombrante presenza dell’uscita di Fi-Sud della A1, più a valle. Dopo la sosta si continua a salire con un altro ripido strappo (due tornanti secchi) che attraversa un gruppo di case; subito dopo il secondo tornante dopo esser passati fra due case, si incontrano delle indicazioni verso Grassina/Fonte della Fata Morgana. Si prende verso destra in discesa e dopo circa 300 mt. sulla destra c’è la Fonte della Fata Morgana(Foto 3), curioso edificio cinquecentesco, parte del parco di una villa sulle pendici del monte Fattucchia. Il posto merita una sosta anche per la sensazione di ”magico” che offre ai visitatori.
Lasciata la Fonte, si prosegue in discesa nella tranquillità della campagna, fino a raggiungere Grassina in piazza Umberto I°; qui si prosegue dopo la piazza, in direzione di Capannuccia ma si devia subito, in ripida salita, su via di Lilliano e Meoli. La salita è duretta per qualche centinaio di metri e fino alla frazione di La Torre si continua a salire anche se con pendenze più contenute. La strada passa attraverso una bella campagna e superata La Torre spiana e incomincia uno dei tratti più belli per panorami e per scorci, tra ulivi e vigneti in uno dei paesaggi tipici del Chianti fiorentino. La via passa da villa Malenchini(Foto 4), caratteristica struttura rurale che sembra far parte di una cartolina. Tutto intorno ci sono una fitta rete di stradine asfaltate o bianche su cui, volendo, si può girare per toccare Lappeggi, Picille, Mondeggi fino a spingersi verso Capannuccia, Santo Stefano a Tizzano Castel Ruggero e godere delle bellezze di un paesaggio ammaestrato dall’uomo ma sicuramente tra i più belli in Italia(Foto 5, sullo sfondo si intravede Impruneta). Ma la presente descrizione ignora queste divagazioni e prosegue nel giro “corto”; la via di Lilliano e Meoli finisce in un incrocio dopo un rettilineo di 600 mt. circa. All’incrocio prenderemo a sinistra, in direzione di Antella e dopo altri 600 mt. circa, saremo a Croce a Balatro, un altro incrocio dove si prenderà di nuovo a sinistra su via di Belmonte. Anche questa è una bella strada che proseguendo sempre in campagna si apre su panorami molto caratteristici che invitano a scattare qualche foto(Foto 6).
La via finisce a Ponte a Niccheri. Di lì c’è un rapido passaggio sotto l’A1 in direzione Bagno a Ripoli ma dopo aver superato la chiesa di San Piero a Ema, si incontra un bivio e si prende la via sulla destra(Via Antella) che va verso piazza Bacci. Subito prima di entrare in piazza Bacci sulla destra parte via del Carota (Foto 7 - 8)una tranquilla e bella via panoramica che va percorsa completamente fino ad incrociare via Roma. All’incrocio con via Roma si prende a sinistra in direzione di Bagno a Ripoli. Dopo circa 300 mt. si devia a destra in una stretta via che scende in direzione di Rimaggino, altra caratteristica frazione; superato il gruppo di case e un ponticello si proseguirà in salita fino a Villa l’Olmo superando un Tabernacolo(Foto 9) e proseguendo verso Vicchio di Rimaggio(da vedere la Chiesetta) per poi riscendere fino a Candeli passando da Villa le Fonti e prestando attenzione all’ultimo tratto di strada che in fondo alla discesa(molto ripida) presenta un incrocio. Da Candeli viene facile il rientro a Piazza Ravenna, a Firenze, passando dalla Via di Villa Cedri e poi attraversando il Parco dell’Albereta.

agosto 31st, 2009  |  Pubblicato in Ciclo-blog, Itinerari  |  2 Commenti »

Stradine a sorpresa…

Autore: admin

 

mappa_pozzolatico_mezzomontependenza

Ieri sera erano quasi le 19:00 quando sono riuscito a mettemi in sella alla bici per un giretto con l’intenzione di andare a guardare una stradina che non conoscevo. Dopo aver attraversato la città di corsa per guadagnar tempo sono arrivato a San Felice a Ema e ho imboccato la vecchia via di Pozzolatico. E’ una strada molto gradevole anche se con tratti ripidi all’inizio ma l’ho fatta un po’ di fretta perchè già la conoscevo e non era l’obbiettivo dell’uscita. Faceva molto caldo e ho sentito la fatica. Raggiunta Pozzolatico mi sono immesso nella Imprunetana e ho imboccato il tratto in questione che parte subito dopo l’abitato di Pozzolatico, sulla destra, e riscende verso un ponticello; sulla sinistra c’è un parco. Sulla carta la strada era in salita ma erano solo un paio di chilometri; il fatto che quella stradina tagliasse perpendicolarmente le curve di livello mi faceva presagire una salita tostarella ma nella mia testina bacata mi sono detto – Ma sì… sono solo 2 chilometri! -.
La salita partiva attraverso due filari di alberi; gradevole, bellina ma ripida. In alcuni punti toccava pendenze del 17%. 
Il fondo asfaltato permetteva comunque una pedalata costante.
L’unica mia vera preoccupazione comunque era il tempo: il tramonto era vicino e non sapevo se la strada sbucava davvero dove volevo o se era chiusa o se diventava impraticabile. Insomma, diciamocelo, ero andato un po’ all’avventura… – Ma sì… sono solo 2 chilometri! Me li bevo io, due chilometri! –  Be’… sì, erano solo due chilometri, ma dopo poco la stradina diventava sterrata e si impennava passando fra campagne e ville. Bella sì, ma dura. Il fondo era di terra rossastra e friabile, molto secco, e le ruote slittavano spesso e arrampicavano male. Insomma, ci ho lasciato un polmone per farla con il ritmo più rapido possibile. Quando sono arrivato a Mezzomonte, dove sbucava questa stradina dopo aver battuto cassa con un ultimo strappo ripido, il sole era già quasi totalmente nascosto dalle colline. Ma almeno sapevo che mi rimanevano una 15ina di minuti di tempo per fare i pochi chilometri che mi separavano da Firenze con un po’ di luce(non avevo faretti). Quindi dopo aver tirato il fiato ho preso verso Firenze, in rapida discesa, accompagnato dal tramonto sulle colline e sulla città. Non avevo la macchinetta fotografica altrimenti ne sarebbe venuta fuori una foto bellissima. Sono riuscito però a fermarmi due minuti per godere di quella vista prima di riavviarmi.
La prossima volta però… si parte prima… :-)

agosto 27th, 2009  |  Pubblicato in Ciclo-blog  |  6 Commenti »

Tra Montisoni e San Donato

Autore: admin

 

SanDonato004
(Panorama delle colline dalla strada che sale verso montisoni)

1)SanDonato0012)SanDonato005

3)SanDonato0084)SanDonato 018ritoccata 

Foto 1: Il campanile di Montisoni si intravede in lontananza da Antella;
Foto 2: Panorama da via di Montisoni;
Foto 3: Un’edicola sulla via che porta a Montisoni;
Foto 3: Vista di San Donato in Collina dalla sterrata proveniente da Montisoni;

Vai alle altre foto del giro.
Sabato 25 luglio sono partito intorno alle 8:00 da solo per andare a provare una stradina mai percorsa vista in cartina, che mi avrebbe dovuto portare da San Donato fino a poco sopra Osteria Nuova. Questo “esperimento” era destinato a semplificare l’Itinerario 3(“il giro dell’ammmericano”) evitando il pezzo che va da Torre a Cona fino al quadrivio sotto l’Incontro ed evitando la provinciale per riscendere fino ad Antella; questo per rendere il giro adatto ad essere inserito nel programma escursionistico dell’associazione Firenze In Bici dove in molti non utilizzano la Mtb ma bici ibride o addirittra city-bikes. Partito da Firenze ho imboccato velocemente la via che porta da Badia a Ripoli verso Ponte a Ema e poi di lì fino ad Antella; di lì poi sono risalito fino a Montisoni per proseguire fino a San Donato in collina. Praticamente il tragitto già descritto nell’itinerario 3(”il giro dell’ammmericano“) fino a San Donato. La giornata non era delle migliori soprattutto per il caldo-umido che mi ha tolto un po’ le forze. Anche il cielo non era un granchè; sapevo che non si rischiava pioggia ma non era certo il meglio per fotografare(infatti le foto scattate non hanno una gran luce).  
Comunque nonostante il caldo ho pedalato bene scendendo dalla bici solo nella prima parte dell’ultima rampa ma solo per scattare un paio di foto.
Dopo una sosta a Montisoni per ammirare il panorama ho proseguito la pedalata sulla bellissima sterrata che porta a San Donato in mezzo al bosco; l’ombra e il fresco di quel versante ridanno energie e rendono sempre piacevole quel tratto. Purtroppo a San Donato era pronta la delusione; la stradina che avevo visto in cartina era impossibile da imboccare perchè chiusa da un cancello. Ho fatto quindi la provinciale fino a Osteria Nuova e poi ho deviato su una viottola che già conoscevo che porta all’Antella. L’esperimento è quindi fallito, per ora. Ma sto già studiando alternative possibili. Soluzione del caso rimandata… ;-)

luglio 27th, 2009  |  Pubblicato in Ciclo-blog, Senza categoria  |  Nessun Commento »

La Bianchina…

Autore: admin

Bianchi 003Nonostante ce l’abbia da più di un mese, ancora non avevo dedicato due parole alla new entry del mio parco bici : la Bianchi da città.

Era un po’ che avevo l’idea di acquistare una vera city bike e ho colto l’occasione degli incentivi statali per farlo. Dopo aver venduto la mia prima mtb “seria” e ormai poco utilizzata(la Giant) “affidandola” nelle mani conosciute del mio amico Giuseppe, ho preso questa city-bike per poterci montare comodamente un seggiolino per Filippo, mio figlio. E’ una Bianchi Spillo Rubino, con il telaio in alluminio verniciato con uno dei colori tipici della Bianchi, tinta che ho sempre apprezzato. La trasmissione monta 21 rapporti ed è di livello base ma perfettamente funzionante. In città è comoda ed è ideale anche per brevi pedalate sulle stradine intorno a Firenze; infatti la sera mi capita spesso di prenderla per un giretto dopo-lavoro. E’ pratica, comoda, la guidi anche senza essere in divisa da ciclista visto che ha pedali normali e sella comoda. E a Filippo piace… :-)

Qui è ritratta sulla riva dell’Arno, all’ingresso del parco dell’Albereta.

luglio 15th, 2009  |  Pubblicato in Ciclo-blog  |  Nessun Commento »

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